Cosa funziona sui Social Media, nel 2016?

Fino a qualche tempo fa tra i grandi classici dei blog sul mondo della comunicazione c’era un articolo che suonava più o meno così “Le 10 regole per gestire la tua pagina Facebook” con una serie di buoni consigli assortiti per orientare brand e non a cavarsela in questo stramaledetto social web. Bei tempi.

Nel frattempo tutto cambia e nulla si distrugge, ed ecco alcune considerazioni sul Social Media Marketing che mi sento di definire attuali, oggi nell’autunno 2016.

I fan/followers non contano NULLA.

E’ ampiamente ora di smetterla con la misurazione del numero dei fan. Non è un numero indicativo di nulla, se non del fatto che un brand ha investito più o meno di un altro in Fb/IG/Twitter Adv. Ah, ovviamente, più fan avrete, meno saranno davvero interessati al vostro brand. Il che vuol dire che all’aumentare del numero dei fan “deboli” diminuirà probabilmente l’engagement dei contenuti che pubblicherete.

Capire cosa cercano le persone, non imporre delle regole.

Solitamente il primo passo della costruzione di una social media strategy è quello di definire quali sono i valori del brand che si vogliono comunicare sui social e come. Dopo di che si passa per l’ideazione di contenuti e iniziative atti a colpire il target di riferimento in questo senso. Il che è sostanzialmente sempre corretto, ma deve a mio avviso sfociare in qualcosa di diverso: ascoltare e capire quali sono le tematiche e gli stimoli che sono accolti meglio dal pubblico che aggreghiamo sui social per lavorare poi su quei topic, piuttosto che cercare di imporre dall’alto determinate scelte editoriali.

Usa i video.

Sono lo strumento social dell’anno, questa volta per davvero. Non solo perchè sono oggettivamente i contenuti più usufruiti dalle persone, ma sono anche quelli trattati meglio dei potenti e oscuri algoritmi che regolano la visibilità dei post. E, se usati bene, permetto ai brand di interagire in maniera nuova, innovativa e proficua con le persone. Ovviamente quando dico video non dico “Guarda il nostro spot televisivo anche su Fb”, o perlomeno, non solo.

Trova un modo per differenziare le forma dei contenuti.

Vi hanno detto che le immagini funzionano più dei link, ed è abbastanza vero. Poi vi hanno detto che i video funzionano meglio delle immagini, ed è abbastanza vero anche questo. Eppure, cambiare ogni tanto fa bene: un testo alcune volte ha molto più senso di una foto; un link in certi casi aiuta l’utente a comprendere meglio di 1000 video. Basta con questa infinita sfilza di testi con un link al fondo che sovrastano un’immagine (più o meno brutta, più o meno di stock) solo perchè ve l’abbiamo detto noi social media qualcosa.

Stanzia un budget, e sponsorizza quasi tutto.

La visibilità organica dei post su Fb è ridotta al lumicino nel 90% dei casi. Quindi FB non è più un canale gratuito. La visibilità dei post su Twitter è infinitamente minore rispetto a quella potenziale (ovvero la somma dei vostri followers). La visibilità dei post su Instagram è discreta.

Che significa? Significa che, se avete un budget, usatelo per sponsorizzare la maggior parte dei contenuti che producete. Magari con cifre inferiori (poco budget su tanti contenuti o tanto budget su un contenuto solo? E’ nato prima l’uovo o la gallina?), ma fatelo. E’ attualmente l’unico modo valido per permettere ai vostri contenuti di raggiungere un pubblico di dimensioni interessanti, a meno che non siate Taffo o Commenti Memorabili.

RTM ma con giudizio.

Il Real Time Marketing spesso funziona: collegare le vicende/i valori/i prodotti/il nome del vostro brand ad eventi di attualità se fatto in maniera simpatica e non forzata vi regalerà una certa viralità sui social e l’ammirazione da parte di clienti e competitor per aver avuto un’intuzione. Sottolineo: “in maniera simpatica e non forzata“. Grazie

Concorsi, app, etc. Basta?

Concorsi, iniziative via Fb e altri centomila modi per provare a raccattare una mail dell’utente. Devo essere sincero: sono pochissimi quelli che funzionano davvero. Chi ci segue sui social non smania di giocare con noi brand durante la sua esperienza su Facebook/Twitter/instagram, raramente ha voglia di produrre un contenuto “creativo” in cambio di qualcosina (anche perchè di solito si regalano noccioline), ancora più raramente ha voglia di lasciarci i suoi dati (almeno, quelli importanti, tipo il numero di telefono) in cambio di una GIF carina da cliccare.

Il Social Care è fondamentale.

La maggior parte delle community di utenti aggregate sui social (quelle vere, quelle “spontanee”) sono composte da persone che hanno già avuto un’esperienza con il brand (o che “stanno per averla”) e necessitano di un supporto di qualunque genere, che siano domande di servizio, che siano critiche, che siano richieste di varia natura. Che significa? Significa che è necessario, per qualunque azienda che voglia fare un uso proficuo dei social, avere la prontezza di accogliere e soddisfare in tempo decorosamente brevi le richieste che vengono loro fatte da clienti e prospect.

Chi crede di risolvere il problema non rispondendo ai messaggi privati e chiudendo la bacheca, è spacciato.

Visite: 6904
Loading Facebook Comments ...

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *