Come si diventa Social Media Manager?

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Sto ricevendo parecchie mail da ragazzi più o meno giovani che mi fanno tutti la stessa domanda: “ma come faccio a lavorare come Social Media Manager?” – E io, puntualmente, vado leggermente in difficoltà nel rispondere. Provo a spiegarvi perchè.

Fare/diventare Social Media Manager comporta avere delle attitudini specifiche (ne parlavo qua), ma al tempo stesso non richiede “enormi” conoscenze tecniche: se consideriamo che i casi di maggior successo sui social (vedi Calciatori Brutti, Lercio, Dio e tanti altri) sono nati dalla tastiera di persone che non sono (o non lo erano) professionisti del settore della comunicazione, si capisce che ci va una certa predisposizione naturale.

Al tempo stesso, se pensiamo alla figura del SMM come quello di un professionista che incanala, declina e crea la comunicazione di un brand all’interno delle piattaforme social, è evidente che siano necessarie alcune conoscenze di base che possono essere acquisite solo con lo studio, con l’esperienza e con il confronto con professionisti già ben formati.

Detto ciò, se dovessi consigliare a un “giovane” quale strada intraprendere, posto che sarebbe è fondamentale coltivare una certa passione per i social (vuoi fare il socialcoso ma non usi Instagram o non ti è mai nemmeno venuta voglia di aprire una pagina Facebook? NON CI SIAMO) gli direi di ragionare su tre possibilità di impiego:

  • Agenzia di Comunicazione – Lavorare in un’agenzia ti permette di lavorare fianco a fianco con professionisti già formati e con un’esperienza tale dalla quale attingere a piene mani. E ti permette anche di lavorare con realtà aziendali molto diverse tra loro, per settore, per fatturato, per esigenze e per obiettivi perseguiti. Last but not least, lavorare in agenzia permette di entrare in contatto con referenti aziendali che hanno ruoli (marketing manager, brand manager, responsabili della comunicazione) e caratteri diversi.
  • Azienda – Provare a entrare in un’azienda (più o meno grande, più o meno piccola) come community manager nel reparto Marketing&Comunicazione ti permette di venire a contatto con alcune dinamiche prettamente aziendali e certamente utilissime per la tua crescita professionale. Tuttavia, rischi di essere buttato nella mischia e lasciato un po’ allo sbaraglio (sarai “quello che scrive su FB”, quindi l’ultimo della catena alimentare): l’azienda di turno magari non è strutturata per fare comunicazione digitale, oppure per cultura ci crede e ci investe poco, oppure dovrai combattere con le bizze di un Responsabile Marketing che, pur non sapendo nulla di SocialS, ha la pretesa di saperne molto più di te.
  • Freelance – Intraprendere una carriera da freelance è certamente un rischio, anche se può ovviamente dare soddisfazioni enormi. Proporsi alle aziende per seguire la loro comunicazione sui social ti porterà ad avere clienti spesso molto più piccoli rispetto alle due strade appena presentati (anche perchè sarai solo un SMM agli inizi). Stare dietro a realtà locali può dare grosse soddisfazioni (se il prodotto e il referente ti lasciano carta bianca e ti permettono di sperimentare liberamente) e riservarti alcune delusioni causate della scarsissima dimistichezza che hanno queste persone con la comunicazione digitale.

In aggiunta al tentativo di farsi assumere o di ingranare la strada del libero professionismo, direi che ci sono almeno un paio di attività quasi necessarie per chi vuole diventare Social media Manager:

  • Formazione continua: consulta blog, siti, post e video legati al mondo del social media marketing (che va a una velocità imbarazzante e restare aggiornati è complicato)
  • Curare il proprio Personal Branding : sui social sicuramente, e/o magari aprendo e gestendo un sito personale, anche solo come esercizio di scrittura
  • Non essere misantropo: avrai a che fare con persone che ti sembreranno uscite da un film di fantascienza, e invece sono solo gli utenti di Facebook o di youTube
  • Sporcarsi le mani: aprendo una pagina FB tematica, un account IG sul mondo del riscaldamento eolico, un profilo Twitter che fa la parodia di Pippo Franco, non importa. PROVACI, ti servirà.

 

…e voi, quali consigli aggiungereste?

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