Semplicità, Empatia e Pazienza nel mondo dei Social Media

Frequentando alcuni gruppi di discussione sul mondo del Social Media Marketing si capisce che i (macro)problemi che affliggono la categoria di social media “qualcosa”, community managers e via dicendo siano essenzialmente 3: come riuscire a coinvolgere il pubblico in modi sempre nuovi; come scegliere quali contenuti propinare al pubblico; come giustificare determiante scelte al cliente che ci commissiona il lavoro.

Provo a dire la mia, in 3 parole chiave.

SEMPLICITàEMPATIAPAZIENZA(1)

Semplicità

Le persone che stanno sui social non hanno voglia di sbattersi. Praticamente mai, nemmeno se prometti loro un supermegapremio incredibile e petaloso. Una volta assodato questo, proviamo a ribaltare il ragionamento in positivo: se vuoi coinvolgere gli utenti sui social inventati qualcosa che sia il più semplice possibile.

Occhio, semplice non vuol dire banale. Per semplice intendo qualcosa che preveda il minimo sforzo per le persone, magari con un pizzico di divertimento e una manciata di vanità promessa.

Insomma, diciamo NO a “Per giocare con noi tagga 32 amici su Facebook con l’hashtag #supercalifragilistichespiralidoso e poi scrivici su Instagram in privato, linkandoci il tuo profilo Pinterest in cui hai caricato un video di max 3 minuti nel quale parli aramaico medievale.  Al contrario.”.

Empatia

Devi abbattere la barriera tra “azienda/brand” e persone. Non sei tu a comandare il gioco: sei un intruso all’interno del loro passatempo preferito. Devi capire cosa, all’interno del loro momento di relax, potrebbe interessarli: che sia qualcosa legato a ciò che vendi o qualcos’altro che sia utile/divertente/interessante. E devi farlo parlando la “loro” lingua, non il tuo aziendalese da brochure anni ’90.

Tono di voce, tematica, stile: sei tu che devi intercettare un pubblico che non ti sta cercando. Ricordatelo, almeno una volta a settimana.

Pazienza

Esistono clienti competenti in materia di social media, e ben vengano. Preferisco 100 volte un cliente che mi chiede lumi su ciò che sto facendo per lui rispetto a uno che mi lascia carta bianca per poi svegliarsi dal torpore e insultarmi perchè non ha venduto nemmeno un ghiacciolo in Groenlandia grazie a Twitter.

Il cliente però va accompagnato ed educato: deve sapere perchè fai determinate azioni, perchè gli proponi contest, concorsi, iniziative varie o anche solo cosa può ottenere spendendo un piccolo budget in advertising sui social. Devi essere onesto con lui: in tutte le azioni ci sono dei pro e dei contro, degli obiettivi davvero raggiungibili e altri impossibili. Devi provare a spiegargli che alcune azioni che hai in mente si possono completare solamente grazie al suo aiuto (es. altre leve di comunicazione che non stanno in capo a te).

Devi spiegare e motivare che non hai una ricetta esatta per lui, ma hai delle idee che si applicano al suo business e che devi testare sul campo, magari fallendo. E far accettare questo consiglio a chi ti paga per una consulenza è maledettamente difficile.

Non ti vuole ascoltare e vuole solo 1000 fan in più, e non importa se sono gabonesi o venezuelani? Forse è un cliente che è meglio perdere.

 

 

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