L’appuntamento con SaTwira continua e giunge alla sua quarta puntata: protagonista di oggi è il leggendario @NickBiussy, vero e proprio ciclone di Twitter, un concentrato di simpatia che avrete modo di conoscere meglio nelle prossime 10 domande. Mi permetto solo di segnalarvi un suo twit ormai vecchissimo ma che mi fa ancora ridere a distanza di 2 anni: “Vendo moglie in cambio di iPad, ho bisogno di qualcosa di sensibile al tatto”.

D: Tu e Twitter: presentati in 140 caratteri
R: Inventore dei carrelli per la spesa telecomandati. Cerco tombini giapponesi usati. Esisto a momenti. Scienziato. Scrittore. Filosofo e satirico.
D: Satira e Twitter: sono fatti l’una per l’altro?
R: Probabilmente ti aspetti che io risponda di sì, e chi sono io per contraddirti? Però, oltre a sì ti risponderò anche di no. No perchè la limitazione dei 140 caratteri è pesante e molte battute non vedranno mai la luce. Sì perchè la limitazione dei 140 caratteri fa in modo che la battuta possa essere fulminea, di impatto e velocemente vincente.
D: Twitter sta facendo nascere una nuova forma di umorismo o è solo un canale come tanti prima di lui?
R: Questa la so! Ne sono certo al 100%, per lo meno in parte. Credo sia semplicemente un nuovo canale come tanti altri prima di lui. La satira è sempre esistita e nel corso dei tempi. E’ stato l’uomo ad adattarla ai diversi mezzi di comunicazione, dai comizi al teatro, dai giornali alla radio, dalla televisione al web. L’umorismo resta uguale perchè fondamentalmente l’uomo resta uguale così come le cose che lo fanno ridere.
D: Come nasce la battuta in 140 caratteri?
R: Le mie battute nascono principalmente in due modi: spontaneamente e in maniera indotta. Nel primo caso è la battuta che viene a trovarmi, nel secondo caso sono io che la cerco. Le battute spontanee abitualmente riguardano temi che conosco, come me stesso ad esempio, o argomenti che mi piacerebbe approfondire, come mia moglie, le donne o il sesso. Mentre i soggetti delle battute ricercate sono l’attualità, il gossip, la politica, i VIP, tutti temi che per essere trattati hanno necessariamente bisogno di essere approfonditi.
D: Qual è l’ingrediente più importante per strappare una risata ai tuoi followers?
R: Sinceramente non saprei. Cioè, riesco a percepire se una battuta è piaciuta o meno, anche per via di alcune risposte tipo: “bwwuuahhhhhh”, ma chi mi assicura che stiano veramente ridendo? O se lo stanno facendo per altri motivi? Boh. So che ultimamente mi basta citare le mutande di Sara Tommasi e parte il delirio.
D: Confessa: ti appunti alcuni twit prima di scriverli o la spontaneità regna sovrana?
R: Nel caso delle battute spontanee sono sempre in condizioni in cui non posso twittarle immediatamente, come ad esempio in macchina, o mentre guido, o mentre sono in autostrada. In questi casi prendere il cellulare per twittare potrebbe essere troppo pericoloso ed allora apro il cruscotto prendo il quaderno, la penna e mi appunto il twit, mentre con l’altra mano saluto i vigili e con l’altra ancora mi pettino. Nel caso invece delle battute indotte sono sempre al computer che leggo le news e in questo caso le twitto subito mentre le leggo.
D: Il tuo twit che ancora adesso ti fa ridere
R: è un twit che non ho mai twittato, l’ho solo detto e pensato mentre facevo l’amore con mia moglie, è morta dalle risate, rideva così tanto che non ha smesso per tutto il tempo del coito, 3 minuti circa. Tra quelli invece che ho twittato il mio preferito resterà per sempre: “Esisto a momenti”, che poi è anche la mia tagline. A me piace perchè dietro c’è la mia filosofia di vita. A primo acchito la gente può domandarsi: “ma come fa questo a vivere a momenti? O vive o non vive!” e quindi può scapparci un mezzo sorriso, però poi se ci si sofferma sopra si riesce sicuramente a coglierne il significato più profondo.
D: ll twit che avresti voluto scrivere tu
R: “Buongiorno”. Non ricordo sinceramente di quale VIP fosse ma ricordo che ebbe un casino di retweet. Andò addirittura nei top tweets e ne parlarono TV e giornali. Quel tweet, di tale successo, mi fece riflettere sulla mia presunta intelligenza. Iniziai a domandarmi quale messaggio si poteva celare dietro a quel semplice buongiorno che io non riuscivo a vedere e che invece la maggior parte delle persone aveva sicuramente percepito. Da quel giorno ho capito che devo lavorare di meno e fare più provini per i cast dei reality show.
D: I 3 twitteri che più ti divertono
R: Tre sono pochissimi, mi divertono centinaia di twitteri. Mi fa divertire da matti il mio amico @VerbalKint_ i suoi twit sono pieni di filosofia, psicologia, serie tv anni 80 e positivismo ermetico. Mi fa divertire Matteo Grandi, l’attuale numero 1 della twitsfera italiana, come ho già detto a lui in privato. E’ un sano possessore di un savoir faire twitterino che in pochissimi hanno. Arriverà molto ma molto in alto. Mi fa morire dalle risate @ItsCetty, è geniale e da quando la leggo per me la genialità ha il suo nome, ha talento da vendere, è così acuta che riuscirebbe a farti ridere anche presentandoti davanti una omelette ai carciofi. Mi fa ridere quello scemo di @David_IsayBlog: se stai su twitter lo conosci per forza e poi ha una ragazza immaginaria che è uno schianto, mi piacerebbe uscirci una sera. Peccato, perchè visto che sono già a 4 non ti posso dire che mi fanno divertire: la mia amica @sissettta80, @Umb80, @LaPausaCaffe, @IdeeXscrittori, @BonnieLaCozza, @Tommy_The_Who, @ChiaraDiGiorno, @el_buddy, @Archi_T_Tetta, @FacciadiSedere, @Twitstupidario, @Microsatira, @LiaCeli e tanti ma davvero tanti altri a cui sto facendo un torto grandissimo nel non citarli ma a cui farò i miei FollowFriday settimanalmente.
Mi divertono poi tutti i twitteri che si prendono sul serio, che pensano che twitter sia la vita e che si possa giudicare una persona in base al numero di followers. Loro mi divertono davvero. Menzione particolare per due nomi: @NicolaLecca e @istintomaximo che spesso e volentieri fanno riflettere.
D: Il personaggio famoso, attuale o del passato, che avresti voluto su Twitter
R: Sono almeno tre, tutti a pari merito e per un verso o per l’altro sono i pilastri della mia filosofia: Socrate, Bruce Lee e Groucho Marx.
Categories : Interviste, Primo Piano, Twitter



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