#SaTwira: intervista a @david_ISayBlog

Un ciclone. Come altro definire @david_isayblog (aka David Di Tivoli)? Sono sicuro che ognuno di voi sappia perfettamente chi è, così come sono sicuro che lo abbiate re-tweettato almeno una volta nella vostra twitvita. Le 10 domande della rubrica #SaTWira di oggi sono indirizzate a lui: non vi resta che mettervi comodi e leggere le sue risposte (per una volta serissime!).

 

D: Tu e Twitter: presentati in 140 caratteri

R: Twitter costa meno dello psicologo, e questo è il vero motivo per il quale lo uso. Sono abituato ai 140 caratteri e riuscirò a non utilizzar

D: Satira e Twitter: sono fatti l’una per l’altro?

R: Internet ci ha resi pigri e Twitter vince perchè possiamo godercelo con soli 140 caratteri. Non solo Satira e Twitter sono fatti l’una per l’altro, ma loro sono fatti per me ed io mi sono fatto loro. E per uno fatto come me, è l’ideale.

D: Twitter sta facendo nascere una nuova forma di umorismo o è solo un canale come tanti prima di lui?

R: E’ un canale, come altri, e come gli altri ha le sue caratteristiche, la sua connotazione. E’ un canale dove vince la sintesi, il perfezionismo, l’equilibrio, l’intensità. E’ anche esperimento, esercizio, ed è anche un gioco, basti pensare alla nascita estemporanea di hashtag dove centinaia di tweeps si cimentano nel tweet divertente.
Infine, Twitter è un piccolo palcoscenico, dove ognuno ha il suo piccolo pubblico, formato dai followers. Se il tweet è figo lo retwittano, se fa schifo ti insultano. Ma nell’ultimo caso lo cancelli e sostieni di non averlo mai scritto, o fingi che qualcuno ti abbia rubato la password. Nel mio caso, do la responsabilità alla mia ragazza immaginaria.

D: Come nasce la battuta in 140 caratteri?

R: Io cerco di spaziare. Posso commentare il gossip, la cronaca, la politica, oppure fotografare in maniera ironica le dinamiche di vita. Per esperienza, posso dire che la battuta migliore nasce d’istinto, ma non ti nascondo che, soprattutto quando tratto una news, a volte la medito, la cerco.

D: Qual è l’ingrediente più importante per strappare una risata ai tuoi followers?

R: Io cerco di puntare sull’elemento sorpresa, sul controsenso, sul paradosso. La battuta deve far ridere, e spesso vedo giochi di parole di grande finezza, che trasudano intelligenza, ma che non ti provocano la risata. Io sono meno ricercato e più concreto. Immagino il follower intento a bere qualcosa, che legge un mio tweet e sputa il vino sul monitor. Rende?

D: Confessa: ti appunti alcuni twit prima di scriverli o la spontaneità regna sovrana?

R: Si, assolutamente. Quando scrivo posso farlo quasi all’infinito, e spesso le battute che leggi nell’arco della giornata, nascono in 10 minuti, magari la sera prima. E’ ovvio che non possa twittarle tutte insieme, così le appunto (ne ho circa 1000 appuntate attualmente). Non significa però non essere spontanei, anzi, è forse il contrario. Significa tenere alla salute dei propri followers, non massacrandoli con 10 tweets alla volta.

D: Il tuo twit che ancora adesso ti fa ridere

R: “Mi è caduta la tastiera e per sbaglio ho scritto un libro di Fabio Volo“. Il miglior tweet però, è sempre l’ultimo, anzi, quello che ancora devi scrivere. Twitter è un esercizio, e con l’esercizio si migliora continuamente. L’importante è non ripetersi. L’importante è non ripetersi. L’importante è non ripetersi.

D: ll twit che avresti voluto scrivere tu

R:Quasi tutti quelli di Lia Celi, di Matteo Grandi e di Nick Biussy. Quando li leggi, capisci che hanno quel qualcosa in più, e speri che loro non leggano te. In privato ho chiesto a tutti di cedermi le loro battute, pago bene. Per ora l’unico ad aver accettato è ______ (censura da parte dell’intervistatore)

D: I 3 twitteri che più ti divertono

R: Lia Celi, che ultimamente è poco attiva, Matteo Grandi, e Nick Biussy. Sono i più bravi. Però, quelli che mi divertono di più sono quelli che si prendono troppo sul serio.

D: Il personaggio famoso, attuale o del passato, che avresti voluto su Twitter

R:Avrei voluto Frank Zappa e Ciccio Badula. Come chi è Frank Zappa??

Categories : Interviste, Primo Piano, Twitter

About the author

Davide Licordari è Social Media Strategist e si occupa di strategia sui Social Media, Community Managing e Pubbliche Relazioni Digitali presso l'agenzia torinese Seolab. Si è occupato di Social media Marketing per Gruppo Benetton, Seat PG, Bakeca.it, Autogrill, Hp Italia, Il Secolo XIX, Panino Giusto e molti altri. Papà di Twitterpedia, Twitstupidario e dei TweetAwards. Più informazioni sull'autore Segui questo blog su Facebook

One Response to “#SaTwira: intervista a @david_ISayBlog”

  1. Simone che scrive su "purtroppo" mag-24, 2012

    bella intervista (ben fatta) e risposte brillanti. Bravi.

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