“Rischi e Opportunità del Web 3.0”, un libro di Rudy Bandiera

Ho conosciuto Rudy Bandiera sei anni fa per motivi di lavoro: mentre stipulavamo partnership commerciali tra siti ci siamo ritrovati a parlare di ballerine brasiliane. E’ scattata lì la scintilla. Avete presente quando conoscete una persona e vi sembra di frequentarla da sempre? Ecco, Rudy è una di queste. Negli anni abbiamo lavorato insieme su vari progetti, su tutti abbiamo ideato insieme i TweetAwards. E per uno che come me non ha fratelli, il buon Bandiera è diventato la cosa più vicina a un fratello maggiore che io abbia mai avuto.

IMG_20140617_205258

Tolta questa doverosa parentesi tutta cuoricini e gattini pelosi, oggi sono qui per introdurvi al libro di @rudybandiera, di cui sono orgogliosamente parte grazie a un capitoletto che più sotto vi riporto interamente. Un libro, “Rischi e opportunità del web 3.0 e delle tecnologie che lo compongono“, che vuole accompagnare il lettore alla scoperta del futuro prossimo delle tecnologie che già sono in mezzo a noi, un libro che vuole suggestionare e far capire come l’epoca che stiamo vivendo sia un momento storico assolutamente unico, rivoluzionario. Il tutto con la prosa di Rudy (piacevole a dir poco) e il contributo di una trentina di esperti di web, tecnologia, comunicazione e marketing che forniscono valore aggiunto al volume.

Qui trovate il link per acquistare il libro, quindi cliccate furiosamente: http://www.rudybandiera.com/web-30

Ovviamente non l’ho ancora letto, mi è arrivato ieri.

Scherzi a parte, mi fa piacere riportare integralmente qui la mia “lettera al Facebook del futuro”, come se fossi un novello evangelista (ma senza corinzi da importunare). Ho provato a immaginare l’anno 2024, eccolo:

 Eccoci qua, caro Facebook, a festeggiare i tuoi primi 20 anni. Alcuni di noi ti frequentano dal 2007 o giù di lì, l’anno in cui sei diventato qualcosa in più di un semplice sito dove trovare vecchi e nuovi amici del college. In quegli anni eri una valanga, accumulavi utenti come se fossero bruscolini e sei arrivato al miliardo di iscritti nel 2012, se non ricordo male. Ti sei fagocitato parecchi social network, alcuni te li sei comprati (ti piace vincere facile, eh?), altri li hai combattuti con tutte le tue forze,a volte copiando, altre andando in direzione del tutto opposta.

Ti ricordi quando facevi la gara contro Twitter? Bei tempi, quando ancora usavamo Twitter.

E quando iniziasti a fare a spallate con il tuo cugino più grosso, scomodo e intollerante, quel Google Plus tanto deriso dagli addetti ai lavori e ora diventato un elemento imprescindibile di ogni essere umano.

Ma non stiamo parlando del tuo nemico, torniamo a te.

Una decina di anni fa ti sei insinuato nei meandri delle vita di buona parte degli utenti di Internet, diventando in molti casi sinonimo stesso di  “web”. Hai avvicinato al digitale una generazione di cinquantenni e hai cresciuto come un padre un paio di generazioni di nativi digitali: nessuno prima di te era stato tanto presente nella vita di noi esseri umani, nessuno aveva mai dato così tante possibilità di interazione, informazione, conoscenza e intrattenimento quanto hai saputo fare tu in questi 20 anni.

Forse il tuo apice, caro Facebook l’hai raggiunto quando, nel 2018, hai dato la possibilità a tutti i tuoi utenti di trasformare il proprio profilo Facebook in un documento valido per l’identificazione sulla rete, un vero e proprio passepartout virtuale, valido anche per i governi? La chiamasti “Facebook ID Card” e da allora, grazie a un sistema di certificazione da te sviluppato, è possibile utilizzare questo documento per autenticarsi, registrarsi, interagire con una navigazione personalizzata e (soprattutto) acquistare su qualunque e-commerce, con un clic. Un mix tra la carta di credito e il passaporto, che invenzione, caro vecchio Facebook. Privacy ai minimi, ma una comodità incredibile. In fondo, siamo stati noi a darti tutti i nostri dati, tu non hai fatto altro che metterci un timbro sopra. D’altronde, il web è praticamente in mano tua (farò finta di ignorare Google, per qualche riga).

Dico davvero, caro Facebook: nel 2014 nessuno immaginava potessi crescere e trasformarti così tanto. Molti ti davano per spacciato, i luminari di Princeton su tutti, come se fossi un virus qualunque.

E invece eccoci qua a fare i conti con le novità che hai introdotto e che hanno cambiato, ancora una volta, la nostra percezione del web: nel 2015 hai potenziato il tuo motore di ricerca interno, riuscendo a trasformare la miriade di dati in tuo possesso in informazioni necessarie a tutti noi per scoprire nuovi locali, giudicare e acquistare prodotti, per decidere dove andare in vacanza.

Sei riuscito a mappare il mondo come mai nessuno prima, e in un modo rivoluzionario: il mondo del Social Search l’hai inventato tu.

E non ti sei fermato, no. Negli anni hai sviluppato i Facebook Phones, la Facebook Digital Tv, il Facebook Commerce e i Facebook Coins: sei riuscito a creare un ecosistema vero e proprio, un meccanismo che ci permette di stare in tua compagnia praticamente tutto il giorno. Non sei più solo un social network utile per cazzeggiare, per condividere foto di gattini pelosi (una volta, ora vanno di gran moda i bradipi fosforescenti) e per sbirciare le foto delle ragazze più carine della scuola. Ora sei diventato grande.

Sei il più grande strumento di intrattenimento, comunicazione e condivisione  mai ideato, ci mancherebbe. Ti sei comprato anche il termine SocialNetwork, in un momento di follia.

C’è chi ti odia, ci sono movimenti spontanei che chiedono la tua abolizione in difesa della privacy degli individui, ci sono correnti politiche che combattono la tua diffusione nelle scuole e contestano la tua democraticità. Non ascoltarli, caro Fb, vai avanti e continua a mettere in contatto quante più persone riesci, è questa la vera rivoluzione che hai portato nel nostro terzo millennio.

Ciao, amico blu, ci risentiamo tra 10 anni, nel 2034. A patto che tu non riesca a leggermi nel pensiero già da ora.

Questa lettera scritta dal me del 2024 è ipotetica, possibile, sicuramente esagerata, lo ammetto.

Facebook potrebbe anche scomparire nell’arco di 4-5 anni, scaraventato, dopo l’avvento di una qualche media ancora più intrigante, nello sgabuzzino dei social network in compagnia di MySpace e Friendfeed. Mai dire mai, cari umani del 2014.

 

Insomma, buona lettura!

IMG_20140617_205520

 

Visite: 7681
Loading Facebook Comments ...

Leave a Reply

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *