Quotidiani su Facebook: intervista alla responsabile marketing de Il Secolo XIX

Ho parlato più volte del rapporto tra i classici giornali e i nuovi media, in particolare l’approccio nei confronti di Facebook e Twitter.

A tal proposito vi riporto una chiacchierata con Jessima Timberlake (@jessima), Marketing Manager presso Il Secolo XIX, quotidiano genovese che affronta temi nazionali e locali (Liguria e basso Piemonte) che sta avendo notevoli riscontri positivi in particolare su Facebook (http://www.facebook.com/IlSecoloXIX) come anche su Twitter (@ilsecoloxix).

Buongiorno Jessima! Obiettivi di marketing (vendite), obiettivi di branding, obiettivi di traffico sul sito: per un quotidiano come Il Secolo Xix qual è l’obiettivo principale da perseguire attraverso l’utilizzo dei Social Media?

Il Secolo XIX è uno delle testate storiche italiane che il mese prossimo compierà 125 anni con una penetrazione molto elevata nel territorio di riferimento – basta pensare che tutti i giorni in Liguria più di un terzo dei liguri lo legge. Il brand è quindi molto forte, come il rapporto con ha con i suoi lettori.
Per noi l’obiettivo principale della presenza (peraltro dal 2008) del brand sui social è la conversazione costante con i nostri lettori. Noi siamo un gruppo multimediale regionale con un quotidiano, una radio ed il portale www.ilsecoloxix.it, leader dell’informazione in Liguria: un’interazione così facile, immediata e reale con i fan aiuta molto capire quali argomenti interessano veramente, magari influenzando anche successivamente su quale notizie dare più enfasi su un’altro mezzo – ad esempio durante il corso della giornata una notizia molto commentata o “likata” potrebbe diventare la base per uno speciale in radio, dove riprendiamo anche i contenuti dai social.
Logicamente in seconda battuta ci sono anche altri obiettivi più facilmente misurabili: il traffico back, ormai un percentuale molto rilevante; l’utilizzo come canale di comunicazione per annunciare le nostre iniziative in edicola (collaterali, concorsi ecc) o in radio/su web; l’utilizzo come springboard per raccogliere segnalazioni ed opinioni su particolari argomenti – ad esempio sulle esperienze vissute nei reparti di pronto soccorso liguri piuttosto che le segnalazioni dei peggiori buchi nel manto stradale genovese o dove manca l’illuminazione nei quartieri, osservazioni che spesso poi finiscono anche pubblicati nelle pagine del nostro quotidiano. Infine è meraviglioso per il customer service – la rapidità e la possibilità di creare dei “faq” per la community sono uniche caratteristiche del mezzo.

Qual è il fine ultimo che sta dietro alla presenza de Il Secolo XIX su Facebook e Twitter? La voglia di creare una community di lettori fidelizzati? Oppure quale?

La nostra mission come brand è da sempre di essere la prima fonte scelta dai liguri o chi è legato alla nostra regione per informarsi su tutto quello che accade in Liguria, rafforzando un brand leader nel mondo dell’old media in quello dei new media.
Il nostro fine è di creare un gruppo unito – e numeroso – ma che allo stesso tempo interagisce costantemente con noi e con gli altri fan, avendo tutti in comune “il territorio”. E’ sorprendente quanti dei nostri fan fanno parte della “diaspora ligure”, con moltissimi sparsi in Lombardia e nel resto dell’Italia ma anche in Giappone, Australia, Brasile e gli Stati Uniti.
In futuro ci saranno indubbiamente degli obiettivi commerciali legati al gruppo da parte del nostro reparto di digital media, con offerte e molti vantaggi per chi è iscritto.


Per un quotidiano più che per altri è importante la scelta di una linea editoriale precisa nella gestione dei social media: quel è la vostra? Su quale base scegliete le notizie da proporre ai vostri iscritti/followers? Quali sono le news che hanno più successo?

 

La linea è basata su vari criteri: riportiamo solitamente le notizie più lette e più commentate dal portale (le più facilmente condivisibili/retwittabili); allo stesso tempo rinforziamo il contenuto con le notizie di servizio – la strada chiusa, il tubo di acqua rotto. Diversifichiamo per tutta la regione, forzando la mano per comprendere sempre notizie anche dalle estremità di questo territorio così “lungo”. Cerchiamo soprattutto di essere utili – ricordando le ricorrenze, fornendo il meteo – e qualche volta attivamente inserendo notizie carine che altrimenti sarebbero “perse” all’interno delle sezioni del sito. Aggiorniamo sempre, nei weekend, nelle feste e di notte.
Su Twitter invece si privilegia la freschezza, twittando le notizie principali di ogni sezione del portale appena vengono aggiornate.
Le notizie più lette sono quelle legate alla cronaca nera (purtroppo) mentre quelle più condivise/retwittate sono gli scoop del Secolo XIX, le notizie calcistiche di Genoa o Sampdoria oppure le notizie “strane” dal mondo.
Twitter sta diventando sempre più il canale dell’informazione in tempo reale per eccellenza: come lo utilizzano i redattori de Il Secolo XIX? Reperiscono info grazie a Twitter?

La mia è un opinione molto personale ma secondo me i tempi non sono ancora maturi per la raccolta di informazioni per un quotidiano “regionale/locale” come noi attraverso Twitter. In Liguria il numero di utenti (followers e generatori di contenuti) è ancora molto basso, come tra l’altro anche il numero di utenti di smartphone di ultima generazione anche se indubbiamente dopo recenti esperimenti come il nostro “Social View” durante il Festival di Sanremo, si vede che l’utenza è in forte crescita. Twitter comunque rimane un po’ incompreso in questo momento (e forse è proprio la sua dote di sintesi non in linea con l’italiano medio) mentre Facebook è assolutamente nelle corde dei liguri, che hanno un età media di 48 anni. Twitter come fonte può essere già più utile per le notizie nazionali e internazionali e ovviamente per poter entrare in comunicazione con persone specifiche, ma visto che non è possibile verificare la fonte né la veridicità dei tweet se non con altri fonti aggiuntivi, non è in questo momento fondamentale. E’ invece molto utile per capire che cosa crea un trend in tempo reale.

Le risposte di Jessima mi sembrano ottime per un dibatitto sull’argomento: ne parliamo nei commenti?

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About the author

Davide Licordari è Social Media Strategist e si occupa di strategia sui Social Media, Community Managing e Pubbliche Relazioni Digitali presso l'agenzia torinese Seolab. Si è occupato di Social media Marketing per Gruppo Benetton, Seat PG, Bakeca.it, Autogrill, Hp Italia, Il Secolo XIX, Panino Giusto e molti altri. Papà di Twitterpedia, Twitstupidario e dei TweetAwards. Più informazioni sull'autore Segui questo blog su Facebook

2 Responses to “Quotidiani su Facebook: intervista alla responsabile marketing de Il Secolo XIX”

  1. barbaraivani mar-29, 2011

    Purtroppo è vero quanto detto sulla diffusione di twitter in liguria: io sono della provincia di Genova, ma i miei followers liguri non arrivano a dieci. Spesso mi capita di leggere un tweet interessante da @ilsecoloxix e di non poter fare altro che condividere la notizia su fb per portarla a conoscenza dei miei “concittadini”.
    Sono un po’ meno d’accordo sulla diffusione degli smarphone: è che tra il possederlo ed il farne un uso intelligente c’è di mezzo il mare…
    Comunque, da quando sono su twitter (e su fb), mi capita di visitare il sito de Il Secolo XIX praticamente ogni giorno, mentre prima raramente leggevo l’edizione cartacea.
    Ottimo lavoro.

  2. Jessima mar-29, 2011

    Grazie Barbara! Ti leggo spesso. Qualche problemi con i doppio tweet ogni tanto ma per il resto cerchiamo sempre di essere al servizio dei lettori!

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