PMI: Facebook vs. Foursquare vs. Groupon

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Una ricerca condotta presso 8.000 esercizi commerciali statunitensi (perlopiù piccole-medie imprese) ha dimostrato che l’avvento di Facebook Places (lanciato meno di 6 mesi fa) sta sgretolando pian piano i buoni propositi di successo degli altri servizi basati sulla geolocalizzazione quali Foursquare e Gowalla (e Groupon). I rappresentanti delle imprese in questione hanno infatti dichiarato in maggioranza che i loro investimenti in pubblicità online stanno strizzando l’occhio al mondo del social (e di Adwords) web piuttosto che a quello dei siti di acquisti di gruppo (come Groupon).

La ricerca condotta da MerchantCircle, un’associazione di commercianti che formano una rete di 1.6 milioni di persone, afferma che ben il 32% di coloro che hanno partecipato al questionario sta promuovendo la propria attività grazie a Facebook (Places e Deals). Il 12%  dei rispondenti sostiene di avere in programma investimenti in queste forme di promozione nei prossimi mesi. Coloro che utilizzano Foursquare sono invece il 9% (+ 7% rispetto allo scorso anno), ma il dato è fermo da quando Facebook ha aperto al mondo del geotag.

Sono invece solo il 6,6% i commercianti che hanno proposti promozioni e sconti utilizzando siti come Groupon; tuttavia il 13% ha dichiarato di avere intenzione di investire nei gruppi di acquisto. Non è tutto oro però: addirittura il 50% dei commercianti che hanno già usufruito di tali servizi per promuoversi ha dichiarato che non intende più utilizzare promo di questa genere.

La ricerca in questione dovrebbe dar da pensare a Foursquare e al suo modello di business, vista la minaccia incombente portata da Facebook e dal dato relativo al budget destinato dalle PMI al marketing online che si attesta per il 72% ad una cifra inferiore ai 5.000$ e per il 32& ad una spesa di 1.000$.

In Italia la situazione non è ancora così ben definita data la attuale scarsa diffusione di Foursquare e degli smartphone collegati via wi-fi sembra rebdere la questione abbastanza lontana, tuttavia mi piacerebbe conoscere le tue previsioni per il futuro!

[liberamente tratto da Blogs.ft.com]

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Categories : Case Studies, Facebook, Primo Piano

About the author

Davide Licordari è Social Media Strategist e si occupa di strategia sui Social Media, Community Managing e Pubbliche Relazioni Digitali presso l'agenzia torinese Seolab. Si è occupato di Social media Marketing per Gruppo Benetton, Seat PG, Bakeca.it, Autogrill, Hp Italia, Il Secolo XIX, Panino Giusto e molti altri. Papà di Twitterpedia, Twitstupidario e dei TweetAwards. Più informazioni sull'autore Segui questo blog su Facebook
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5 Responses to “PMI: Facebook vs. Foursquare vs. Groupon”

  1. Gabriella Sannino feb-23, 2011

    I will probably get in trouble for saying this but until Italy & Italians invest into research, information, and the betterment of their people when it comes to the Internet you won’t see this sort of initiatives or new companies pop up.

    The way I see it, Italians barely use social unless it’s for selfish and personal reasons. It’s rare that I see anything “new” in Italy. Even journalists copy from each other. The youth are creating wonderful applications whether for the iPhone or tools for SEO/SEM yet people don’t know how to share them.

    Not sure if you http://www.livestream.com/smw_rome1 – But the political body needs to be put in place in order to spend resources on innovation. You see listening is not enough, action is needed, creativity needs to be encouraged in Italy’s youth that is how new technology is created.

    In conclusion whether it has to do with 4square, Groupon or Facebook people need to be stimulated by new developments, problems, challenges, to find personal growth in the process to make a difference

  2. Michèle feb-23, 2011

    Le mie previsioni per il futuro? In Italia si passerà direttamente a Facebook Places (Luoghi) senza passare per Foursquare – che pure a me piace molto, ma che nel nostro Paese vedo usato più come un giochino di nicchia.

    In altre parole, il generale ritardo italiano in ambito web fa sì che una serie di servizi e/o app che negli USA hanno già raggiunto diffusione e notorietà arrivino da noi direttamente nella versione fagocitata e rielaborata dall’onnipresente Facebook. Peccato, perché questo significa un approccio limitato alle possibilità della rete.

  3. Consigli e opportunità su Foursquare | Facebook Places feb-23, 2011

    [...] D’altro canto la sfida tra i due colossi della geolocalizzazione è appena iniziata e anche Facebook Places sta dimostrando tutte le sue potenzialità. In USA si sta registrando un incremento notevole del numero di esercizi commerciali che intendono utilizzare FB per promozioni e nuove strategie di marketing (Davidelico). [...]

  4. Davide Licordari feb-23, 2011

    @gabriella: sono completamente d’accordo, in Italia funzionano solo determinati tipologie di cose, e tipicamente sono facile, giocose e DAVVERO convenienti. Per 5€ pochi sono disposti a fare fatica. E non farmi parlare di politica e affini, è meglio :)

    @michele: Foursquare ha un futuro torbido,vero..e dire che è oggettivamente molto più accattivante che Facebook Places. In più in Italia abbiamo il problema degli smartphone diffusi (ma non diffusissimi) ma non tutti con una flat per navigare in internet, e il wifi libero è utopia..

  5. barbaraivani feb-25, 2011

    Foursquare consente solo l’accesso web e non wap. Dal momento che la flat della Vodafone copre soltanto i servizi wap ho semplicemente dovuto smettere di usare l’applicazione, per non ritrovarmi a pagare 5 € ad ogni check in, così come ho dovuto fare con Waze, che pure sembrerebbe molto utile. Proverò Places, ma l’idea che Facebook debba sempre inghiottire e livellare tutto non mi sembra la prospettiva migliore.

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