Le persone scelgono Facebook, nonostante tutto

E’ uscita in questi giorni la ricerca curata da Shareaolic in merito alla traffico referral potato dai vari social network ai contenuti pubblicati in giro per il web (qui la fonte: https://blog.shareaholic.com/social-media-traffic-trends-07-2014/) nel periodo tra marzo e giugno.

I risultati sono prevedibili ma meritano una riflessione: Facebook si attesta al primo posto (porta il 23% del traffico generato in entrata dai social verso un sito), seguito da Pinterest (5.70%, ma la ricerca è made in USA) e Twitter (appena 1%) e via dicendo.

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Facebook cresce rispetto ai mesi precedenti, gli altri scendono tutti, GooglePlus e Linkedin sono ai minimi storici: perchè?

Proprio in un periodo storico in cui gli addetti ai lavori sembrano stanchi di Facebook (per mille motivi più o meno validi), in cui Google e Twitter vengono esaltati quale “nuovo” (per modo di dire) che avanza, ecco un dato che va controcorrente. Il perché potrebbe essere (quasi) banale: la massa di utenti del web, quella non smanettona, non snob, non tecnocrate, gira e rigira se ne sta su Facebook. E’ (ancora?) lì che trascorre gran parte del suo “social-time”, è lì che ha gli amici, è lì che condivide ciò che di utile trova sul web. Non cerca un’alternativa sociale. Al massimo trova in WhatsApp un sostituto per determinate azioni, ecco.

Facebook non è morto, è solo in crisi la comunicazione aziendale su Facebook così come è stata intesa negli ultimi 3-4 anni (ovvero come gratuita). Se da un lato diventa necessario cambiare l’approccio a questo canale (nella mente degli imprenditori e affini, soprattutto), dall’altro diventa necessario fare ancora più sforzi per dare agli utenti contenuti interessanti e rilevanti, tali da invogliarli a condividerli con la propria cerchia di contatti (che andranno poi alla fonte del contenuto).

 

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Categories : Facebook, Primo Piano, Twitter

About the author

Davide Licordari è Social Media Strategist e si occupa di aiutare le aziende a comunicarsi al meglio sui social media. Ha curato la comunicazione sui social media di grandi brand quali Benetton, Sisley, SISAL, 89.24.24, Self Italia, Bakeca, Il Secolo XIX, Kimberly Clark e Fox Italia. Ha ideato e organizzato i TweetAwards (http://www.tawards.it), il maggior evento offline e tutto italiano dedicato al mondo di Twitter, giunto alla quinta edizione nel 2014. Ha insegnato, raccontato e parlato di comunicazione sui social media in master, corsi universitari e numerose conferenze. Ama cucinare (e mangiare), bere una birra (magari artigianale) in buona compagnia, leggere pagine di Wikipedia a caso e cercare di vincere un campionato a Football Manager.
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2 Responses to “Le persone scelgono Facebook, nonostante tutto”

  1. Monica Moretti Lug-29, 2014

    Parlo sempre della mia esperienza perchè altro non posso fare. Credo abbia ragione Rudy quando afferma che i social sono principalmente “cazzeggio”. Partendo da questo presupposto, facebook resta il Re del cazzeggio, perchè si è presentato così, non ha voluto fare il social impegnato, men che meno il professionale. Ti faccio l’esempio di Linkedin, io sono iscritta per il piacere di dire che sono iscritta, è più di un anno che sono iscritta, non ho mai aggiornato il mio profilo e, per ora, non mi interessa aggiornarlo. Stamattina mi arriva una mail con scritto: Monica, il tuo profilo linkedin sta avendo successo ! Ma quando mai ? Ti dico una cosa Davide, io non so a cosa serva Linkedin se non ad avere contatti con altri socialmediacosi o ad essere costantemente contattati dai rompipalle di Smalfiland. Un caso a parte sono Twitter e GooglePlus, dove effettivamente l’utilità è visibile sia per i profili privati che per quelli aziendali. Per concludere, i social per me restano GooglePlus, Twitter, Facebook e Instagram perchè in tutti noi c’è un potenziale fotografo. Tutto il resto è fuffa.

  2. Davide Licordari Lug-29, 2014

    Monica, tutto il resto non è che sia fuffa, è che (ovviamente) non tutti i social network hanno la stessa potenza, lo stesso appeal, la stessa storia. Facebook è stato (quasi) il primo, e per Nmila motivi si è affermato in maniera incredibile. Può stufare, può non piacere, può esser giustamente criticato, ma non può essere snobbato :)

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