Le 7 Social-Mode da abbandonare nel 2013

Ciao 2013, ciao. Ormai ci siamo, siete pronti a sbarcare nel rutilante 2014 armati dei vostri smartphone (scarichi, ovviamente) pronti a feisbuccare, instagrammare, twittare, bloggare, sciarare e pinnare come se non ci fosse un domani?

Prima però, cari i miei socialcosi, dobbiamo fare un po’ di pulizia nella nostra social-vita, perchè in questo anno ho visto cose che voi umani.  Io e la mia dolce metà, che molti di voi conosceranno come Giovanna @gioska23 Gallo, ci siamo messi d’impegno per sviscerare quanto di peggio è stato prodotto sui social network in questo anno, con scrupolosità scientifica e  metodo sperimentale: signore e signori, ecco a voi Le 7 social-mode da abbandonare nel 2013.

1) I profili di coppia su Facebook

Siccome essere unici e indipendenti non va di moda, il Profilo di Coppia su Facebook aiuta a mantenere salda la simbiosi con il proprio fidanzato/a. Perché, d’altronde, avere a disposizione due account quando se ne può avere uno solo da gestire a quattro mani? Perché, appunto, indicare i propri gusti musicali, inviare la richiesta d’amicizia ai propri amici o scrivere quello che si pensa a titolo PERSONALE quando esiste l’opportuntà di creare un profilo unico che rappresenta al massimo l’unione di una coppia?

Ho voluto provare anche io per un attimo l’ebbrezza (per vedere l’effetto che fa) ed ecco a voi il profilo GiovannaDavideGalloLicordari (volevo aggiungere anche un “loveforever” ma non ce l’ho fatta) che tutti aspettavano:

nb: nessuna Giovanna e nessun Davide sono stati maltrattati in alcun modo durante la creazione dell’account di coppia.

2) I selfies senza se e senza ma

 I selfie allo specchio del bagno con dietro orribili oggetti d’arredamento (tipo il cesso, o me, in questo caso)

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Una volta si chiamavano autoscatti, adesso se vuoi essere veramente accettato nel mondo dei social lo devi chiamare #selfie, e fartene tanti, tantissimi. Dall’alto, dal basso, allo specchio dell’ascensore o in quello del bagno, tutto è permesso. Tranne una cosa: gli sfondi trash. Per i selfie del 2014 accertatevi che dietro di voi, riflessi nello specchio del bagno, non ci siano orribili elementi d’arredo quali: il cesso, l’accappatoio con le orecchie da bue muschiato, pacchi di carta igienica formato famiglia, la doccia aperta con bagnoschiuma al vetiver a vista. Immancabili la bocca a cula di gallina e le dita a V (di cui riparleremo).

3) #buongiornouncazzo

Esistono persone che non esistono (cit.), o che perlomeno fanno dubitare della loro effettiva sincerità. Loro hanno sempre problemi incredibili, sfortune ataviche, sfighe colossali, intoppi ciclopici, ritardi pantagruelici. E lo scrivono sui social, ma solo a mezze parole (un “non poteva iniziare peggio”, “se solo l’avessi saputo non l’avrei fatto”, “sono certo che il mio lunedì è iniziato peggio del tuo” e via dicendo)  sperando così che qualcuno abbocchi chiedendogli spiegazioni. E lì parte il soliloquio sociale, fatto di faccine tristi e miliardi di puntini di sospensione. Su Twitter è più facile riconoscerli: usano tag quali #buongiornouncazzo, #tutteame, #einvece, #daicazzo e affini.

4) Le dita a V

Una posa universale che piace a tutti e che sta bene a chiunque sono le dita a V che nessuno sa cosa vogliano dire  ma fa tanto simpatia,goliardia e leggerezza. In uno scatto per Instagram la posa ha diversi significati, : “Ci sono, sono figo, guarda come sorrido, guarda che traguardi ho raggiunto, guarda come sono felice di essere qui stasera, guarda come mi sta bene questo vestito, guarda come mi diverto”.

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nb (culturale): leggenda vuole che i francesi avevano l’abitudine di tagliare ai prigionieri inglesi le dita che servivano per tirare con l’arco, quindi l’abitudine di usare le dita a V deriverebbe da un gesto di offesa fatto dagli arcieri inglesi in una battaglia durante la guerra dei cent’anni. (fonte, wikipedia http://it.wikipedia.org/wiki/Dita_a_V)

5) Gli autolike

Ebbene si, è ora di finirla. Hai scritto qualcosa su Facebook di talmente interessante che la tua bacheca è affollata come il deserto del Gobi durante uno sciopero dei trasporti, e nessuno (giustamente, aggiungo) sta interagendo con te. Ed è lì che scatta il gesto estremo, il tentativo disperato di richiedere attenzione, il punto di non ritorno: clicchi “mi piace” sul tuo stesso status. (

E rimani lì a fissarlo, sperando di sentirti meno solo.

 6)  I commenti isterici sotto le foto dei famosi

Nel 2013 vi siete sbizzarriti, ma come buon proposito del nuovo anno appuntatevi questo mantra: prima di fare un commento sotto la foto di un personaggio famoso o una Instagram star mordetevi le mani. Che siate lovers o siate Haters, smettetela di prendere in carico le battaglie dei VIP o di invitarli a strani concorsi, o sulla propria pagina sfigata da venti followers.

Vietati, vitatissimi i commenti solidali (“Belen, sei bellissima, non leggere quello che dicono gli Haters”) ma anche quelli promozionali (“Belen, faccio le unghie col gel a dieci euro, passi da me?” molto piacevole anche nella versione universale “Ragazze, ho creato una pagina di outfit lowcost, passate da me e passa anche tu Belen, se ti va!”) e soprattutto quelli che cercano info sui vestiti (“Belen, di che marca è il vestito? E la gonna? E il make-up? E il tavolo? E gli spaghetti? E le nuvole del cielo sopra di te?”).

7) Le catene di Sant’Antonio

Ma davvero credete che copiare e incollare questo messaggio sulla bacheca di 10 amici cui volete bene possa influenzare sul tasso di cambio dello Yen sul Dollaro malese? Davvero qualcuno può pensare che se mi metti un cuore in bacheca ti dico quanto sei bello da 1 a “ti ciulerei”? Davvero pensate che taggando 150 amici su questo post il governo italiano voterà di no al Senato contro l’emendamento che prevede la tutela delle carpe sottomarine dell’Adda meridionale? Davvero sperate che che retweettando questo post con 7 amici le multinazionali smetteranno di scrivere i vostri nomi sulle loro confezioni?

Se sì, copiate e incollate questo post sulle bacheche di 10 amici e RT ad almeno 10 influencer.

 

 

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20 comments

  1. ciao, io sono una vostra fan sfegatata… posso avere il link della pagina su Fb che non la trovo?
    Grazie!
    ^_^

  2. “Davide Licordari è Social Media Strategist e si occupa di strategia sui Social Media”…..

    Ma dai ???

    -Profili di coppia: Ho l’amante.. Che dici se faccio un profilo a tre?
    -auto like: Continuerò perché sono l’unico che mi caga.
    -^_^ :) ;( :°
    -V nelle foto: Mai fatti prima di oggi ma da oggi in poi a gogo e poi mi metto l’auto like
    -Catene: L’Adda è un fiume le capre sarebbero d’acqua dolce e non marine.
    Comunque ho controllato. Su Wiki non c’è traccia di capre sottomarine

  3. Ciao ragazzi,

    io condivido pienamente i vostri punti, a parte il numero 1.

    Non ci vedo nulla di strano condividere un account social. Io ne ho infatti uno in condivisione con mia moglie. Per la mia attività ho la mia pagina, a parte.
    L’importante è che l’account condiviso non venga utilizzato come “professionale”, allora sarei d’accordo con voi.

    Ciao

  4. Bellissimo, già riproposto. Ma non capisco perchè “da abbandonare nel 2013”. Mancano 15 giorni alla fine del 2013. Forse era più giusto scrivere 2014. No?

  5. Io aggiungerei anche le commemorazioni struggenti in memoria di un defunto famoso, di cui ignoravi l’esistenza prima della sua morte !!!

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