Come molti di voi avranno notato, in questi giorni stanno girando tantissimo su Facebook le immagini ideate dalla pagina “Le frasi che avrebbero voluto dire i personaggi famosi“**, un progetto che (credo) sia del tutto amatoriale e che fonda le sue radice sul gusto per il nonsense. Abbina a un personaggio famoso una frase che NON ha mai detto, stupisci il lettore, fagli fare una risata ed ecco che hai per le mani una “bomba virale”.
Basta guardare i numeri della pagina: 36.500 iscritti, 190.000 persone che parlano di questo argomento. Centonovantamila, si.

Perchè vi parlo di questa pagina? Perchè, a mio personalissimo avviso, questo *è* Facebook. Voglio dire, mentre noi ci arrovelliamo tutti intorno all’engagement, all’endorsement e al ROI, là fuori c’è (forse) quello che fa i numeri che tutti noi ci sognamo la notte.
Sto generalizzando, sia chiaro. Voglio solo dire che, una volta in più, Facebook è percepito dalla maggioranza degli utenti come un luogo di INTRATTENIMENTO. Le persone vogliono ridere, emozionarsi, stupirsi, condividere con i loro contatti ciò che li attrae. Questo non cozza in maniera diretta con quelle che sono le pratiche del Social Media Marketing (secondo me), ma ribadisce una volta di più che probabilmente le aziende che vogliono utilizzare Facebook e vogliono avere successo su questo canale devono calarsi completamente nei panni degli utenti e dar loro quello che stanno cercando (affermazione da prendere con le molle). Non voglio dire che siccome piacciono delle incredibili sciocchezze bisogna abbassare il livello delle comunicazione aziendale per scimmiottare determinate iniziative; voglio dire che i brand che stanno sui social devono capire che gli utenti vanno in primis intrattenuti, stupiti e affascinati.
L’autoreferenzialità, la ricerca della marchetta continua, la proposizione costante e pedante di contenuti commerciali il più delle volte annoia (o semplicemente non interessa) gli utenti: loro stanno semplicemente trascorrendo il loro tempo libero su Facebook. Ecco perchè la costruzione di una community legata a un brand è cosa buona, giusta e legittima (tutti noi amiamo determinate marche/aziende/prodotti/società), ma ritengo che sia fondamentale il modo in cui lo si fa.
Alcuni di voi obietteranno che un’azienda è una macchina da soldi e che non è il caso (non può permettersi) di “cazzeggiare” su Facebook: ok, capisco. Ma un conto è cazzeggiare, un altro è provare a dare agli utenti contenuti leggeri ma intelligenti. E’ questione di creatività, di idee, di empatia, di auto-ironia. E tutto ciò può essere in moltissimi casi legato ai famosi valori del brand che tutti i marketing manager vogliono comunicare, secondo me. Un’azienda non è solo il proprio prodotto, un marchio è un concetto che può essere comunicato in mille modi diversi.
Cosa intendo? I primi 3 esempi che mi vengono in mente sono questo, questo e questo (non c’entro con nessuno dei tre, eh).
Ditemi: la faccio troppo facile? Esagero?
** come mi segnala Filippo nei commenti, l’idea originaria delle frasi è di https://www.facebook.com/IBelieveInNonSense, come compare anche in alcune foto watermarkate.
Tag:case history facebook, pagine facebook, social media marketing
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Julius lug-12, 2012
Esatto! Molti brand hanno iniziato a comunicare in questo modo spinti dai loro consulenti di comunicazione social.
Ti consiglio di fare una bella lettura del libro di Mirko Pallera, Create! Creare idee contagiose =)
davide licordari lug-12, 2012
certo che tocca a noi consulenti fare la parte (almeno) dei suggeritori..ci riusciremo?
Filippo Miccolis lug-12, 2012
Ciao Davide,
a parte il fatto che condivido quanto scritto nel post ci tengo solo a segnalarti che la pagina Originale (almeno in Italia) che ha dato il via a queste iniziative virali è https://www.facebook.com/IBelieveInNonSense …
Lo puoi constatare direttamente dalle firme che trovi sulle prime immagine caricate: https://www.facebook.com/photo.php?fbid=313413085419040&set=a.313413012085714.72495.313411855419163&type=3&theater … insomma, hanno plagiato!
Si sa, sui Social l’attribuzione intellettuale (anche delle “Cazzate”) rimanda alla buona fede di ognuno, però ci tenevo a dirtelo perchè conosco direttamente il creatore della pagina originale.
Un saluto e buon lavoro!
Filippo
davide licordari lug-12, 2012
Grazie Filippo per la segnalazione, ho provveduto a puntualizzare a fine articolo
Filippo Miccolis lug-12, 2012
Beh che dire .. grazie a te per il tempismo!
davidesocci lug-12, 2012
Vero ed interessante!
Un po’ di ironia non guasta davvero mai… e se riuscisse a diventare autoironia sarebbe anche meglio!
ilary barbie lug-12, 2012
ciao davide, nell’attesa di conoscerci a torino il 22 settembre
(instameet igersitalia n.2) ti commento che sono pienamente d’accordo. So’ , sappiamo che non è cosa semplice far ridere, affascinare l’utente ad un brand .. ma noi ci proviamo!!! bravo, bel pezzo.
Anna Ponti lug-12, 2012
Il problema è che le idee migliori spesso sono quelle che nascono spontaneamente in condizioni mentali di puro svago, relax e divertimento. È difficile divertire, stupire ed entusiasmare se noi per primi non ci divertiamo per niente. Questo per dire che per trovare buone idee dovremmo essere messi o metterci nelle condizioni di farlo. Sono convinta che se un’idea ci entusiasma davvero, se ci far ridere davvero allora farà ridere anche gli altri. A volte per colpa dello stress e della fretta ci accontentiamo dei primi risultati invece di inseguire quell’entusiasmo che dovremmo sentire sempre e che fa la differenza. Le aziende per uscire da un linguaggio troppo istituzionale hanno bisogno di essere convinte. Come può accadere questo se noi per primi non lo siamo?
davide licordari lug-12, 2012
Ciao Ilary, ovviamente il 22 settembre mi terrò libero (non sapevo dell’incontro!)!
@Anna: come posso darti torto? E’ anche vero però che, se non idee assolutamente devastanti come questa presa a esempio, è necessario tendere a qualcosa del genere..voglio dire: tu consulente te la senti di incoraggiare il tuo cliente a parlare esclusivamente del suo prodotto, di quanto è bello e quanto poco costa, oppure devi provare a convincerlo che magari è il caso di “uscire dal seminato” con una qualche idea creativa (magari tua)?
Anna Ponti lug-12, 2012
Assolutamente sempre provare a convincere il cliente anche se poi tutto diventa più faticoso! In questo periodo più che in altri tutto deve ritornare ad avere un senso anche la creatività!
Luca lug-12, 2012
Alleluja! Cazzeggio partecipativo e partecipato, l’anima di Facebook. Spammo questo articolo a un pò di gente dura a capire.
Facebook, partecipazione e rock’n’roll: ecco come coinvolgere i tuoi fan! lug-15, 2012
[...] L’immagine ti fa sorridere perché ti immagini il povero Robin picchiato da Batman (leggi Facebook è un luogo di intrattenimento), ma allo stesso tempo ti [...]
Domenico D'Attoma set-21, 2012
Ciao Davide,
innanzitutto complimenti per il blog. A proposito di questo articolo vorrei proporti di giudicare e analizzare la pagina Facebook https://www.facebook.com/seiacasaseiabari , nata dalla nostra giovanissima agenzia per sponsorizzare un bar di Bari. Gradirei che tu esprimessi dei giudizi riguardo alla nostra azione che ci tiene occupati ormai da Giugno.
Grazie per l’attenzione
Domenico D’Attoma
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