Il Contenuto regna, ma ha bisogno di una regina, la Forma

Content is the King, si va dicendo sul web da ormai qualche decina di anni. Giustamente, direi. Un buon contenuto ha certamente infinite chance in più di raggiungere, interessare, coinvolgere il pubblico di lettori rispetto a un qualcosa di banale e poco rilevante.

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Non dimenticherei però due componenti fondamentali, ovvero il Contenitore e la Forma.

Per Contenitore in questo caso intendo la piattaforma social sulla quale viene condiviso un contenuto: attenzione, ogni social media ha la sua grammatica e determinate caratteristiche che influiscono in parte sul Contenuto (che potrebbe essere più o meno rilevante a seconda dal Contenitori sul quale è ospitato) ma anche e soprattutto sulla Forma.

Per Forma intendo il “come dire cosa”, ovvero quel mix di elementi che ci permettono di rendere più o meno appetibile un qualunque Contenuto presso pubblico di lettori che ci segue. Il testo utilizzato per invogliare i social-lettori a leggere (o commentare, o entrambi) un contenuto può assumere decine di forme diverse, giocando con elementi quali le parole e il tono per creare infinite sfumature di significato e generare ogni volta interpretazioni diverse in chi legge.

Prendiamo una notizia qualunque uscita oggi, relativa ai dati sugli italiani che migrano all’estero: http://www.repubblica.it/cronaca/2016/10/06/news/italiani_estero_migranti-149195701/ – titolo “Espatriati nel 2015 oltre 100mila italiani, un terzo sono giovani

Immaginiamo di dover condividere questa news sui social, in 10 modi diversi. 1o modi sostanzialmente validi, in grado di portare il lettore ad incuriosirsi alla news di turno.

  • “2015, fuga dall’Italia. (link)”

    Ermetico, post-atomico. Ottimo per Twitter, buono per Facebook se siete degli habituè della paturnia:

  • “Ecco il dato, preoccupante, relativo agli italiano emigrati nel 2015: (link)”

    Descrittivo, onesto, da pagina Facebook di un qualche quotidiano serio che non dà la caccia al clic a tutti i costi.

  • I giovani scappano: il nostro è un paese per vecchi (link)

    Polemico ma senza impegno, ai limiti del rassegnato. Bene per chi vuole incuriosire su Twitter, con un pizzico di citazione cinematografica che fa sempre chic.

  • Sono giovani e scappano impauriti, clicca qui per sapere chi da cosa fuggono (link)”

    Click Bait! Si gioca sulla paura, sulla credulonità, sull’iperbole che inganna. Ne avrete visti a centinaia di titoli così, e spesso ad opera di realtà abbastanza serie.

  • “Presentato oggi un dato preoccupante. (link)

    Laconico, preoccupante. Non si dice niente per provare ad alzare l’asticella della curiosità. Su Twitter funziona poco, su LinkedIn anche, su Facebook se avete un pubblico bue, sì.

  • Scopri cosa hanno fatto 107.529 italiani l’anno scorso (link)

    Entriamo nel vago nazionalismo. Così, a naso, direi che quei centomilaepocopiù saranno quelli che hanno scritto un congiuntivo giusto.

  • E se ci fosse un allarme emigrazione? (link)

    Equivoco, sensazionalistico senza squilli. Si gioca sul doppio senso, potrebbe essere un post di una pagina Fb di stampo editoriale.

  • Presentato oggi il rapporto “Italiani nel mondo 2016” della Fondazione Migrantes. Lombardia e Veneto le terra dell’emigrazione giovanile (link)“-

    Noioso, didascalico, vecchio prima ancora di esistere. Lo mettiamo su LinkedIn?

  • Centomila immigrati l’anno sono italiani! Condividi prima che la censurAno! (link)

    Bufaloso, tendenzioso, fascistoso, alla ricerca della polemica con tanto di clic bait in agguato. E un errorino di grammatica non lo si nega a nessuno. Preferibilmente da scrivere tutto maiuscolo.

  • Centomila italiani scappano dall’Italia preda dei migranti, e il governo che fa!!? (link)

    Pentastellato, anarco-insurrezionalista, furbetto del linkino. Facebook si nutre di questi titoli, ve lo devo dire io?

 

Quindi, concludendo, la Forma utilizzata per il Contenitore influisce sulla bontà del Contenuto? Direi proprio di sì. Voi cosa ne pensate?

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