Ieri sera ero al concerto dei Subsonica qui a Torino tenutosi al Palaolimpico (PalaIsozaki) e nell’attesa che cominciasse da buon smanettone mi sono registrato su Foursquare. Una cosa del tutto normale, quasi piacevole e divertente per chi fa dei social media un lavoro/passione, ma anche un’azione ancora ben poco diffuso presso il grande pubblico.
Perchè dico questo?
Perchè al momento del check-in al PalaOlimpico mi venivano segnalate solamente altre 25 registrazioni all’interno di quella venue nelle ultime 3 ore. Ora, se consideriamo che il palazzetto in questione è il più grande d’Italia e che era pieno, potrei azzardarmi a dire che potevano esserci oltre 10.000 spettatori, di cui la maggior parte di età compresa tra i 20 e i 30 anni. E Torino credo sia una delle prime 3-4 città italiane con il maggior tasso di alfabetizzazione digitale.
Ebbene, nonostante queste premesse, solo una trentina di persone hanno segnalato la loro presenza all’interno del palazzetto. Magari si sono checkate via Facebook Places, certo, ma andando a vedere l’ammontare delle registrazioni totali sulla pagina dedicata (739 in assoluto contro le 241 di Foursquare) non credo di sbagliare dicendo che la situazione non sarà stata molto diversa.
Conclusioni: il social-geotagging in Italia non è ancora un prodotto di massa (e si sa), lo sarà mai? 30 registrati ad un evento del genere sono effettivamente pochini? Dati assoluti alla mano (relativi solo al Palaisozaki), Fb Places batte Foursquare: c’era da aspettarselo?
Ora attendo le vostre riflessioni in merito, forza!
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daniele apr-12, 2011
Belle considerazioni, dò un mio punto di vista:
credo che almeno un centinaio di quelli che erano lì usino 4sq o places, ma si sono dimenticati di checckarsi (se ci fosse stata una promo “checckati qui e vinci maglia autografata sarebbero stati molti di più).
E’ assolutamente vero che i geo-cosi in Italia ancora devono decollare, ma sono proprio le situazioni come queste e il connubio geo-marketing che potrebbero invogliare la gente ad utilizzare i servizi (ancora non ho visto un posto, in cui mi sono checckato, dove fosse esposto l’adesivo di 4sq)
Places batte 4sq perchè integrato in una piattaforma stranota, ma se facciamo calcoli e divisioni ha un’influenza bassissima rispetto al numero di utenti di fb. 4Square ha i numeri offrendo solo geo-social, quindi piccoli che siano è più “sul pezzo” (e lo preferisco di gran lunga, quindi sono poco obiettivo).
Per essere stato ad un concerto, direi che l’attesa della musica non ti ha fatto sviare dal tuo essere geek!!!
Paolo apr-12, 2011
Ciao Davide,
ottima riflessione. Purtroppo la geo-localizzazione non è usata, c’è poco da aggiungere. Nel tuo post non nomini Gowalla, ma sono sicuro che i check-in saranno stati ancora meno rispetto a Foursquare.
“Conclusioni: il social-geotagging in Italia non è ancora un prodotto di massa (e si sa), lo sarà mai?” Direi di no, almeno fino a quando non si inizi ad usarlo come un vero e proprio strumento di business.
Davide Licordari apr-12, 2011
Quoto tutto Daniele. In realtà non mi aspettavo nulla di diverso.. bisogna essere consci che noi webbari viviamo in una realtà “distorta” rispetto a quelle che poi sono effettivamente le abitudini della massa.
Non per questo non bisogna insistere, anzi, sarà necessario cercare di inventarsi cose sempre nuove per arrivare ai consumatori!
Davide Licordari apr-12, 2011
@paolo E’ usata da una nicchia, per ora. In fondo anche Twitter lo era fino a 1 anno fa, probabilmente basterà aspettare tempi migliori (e wifi gratis, e smartphone diffusi).
Gowalla lo snobbo è vero, ma perchè sono il primo a non usarlo mai
sTen apr-12, 2011
Forse dovresti aspettare e vedere le statistiche di quello di Milano (che credo sia oggi)
Davide Licordari apr-12, 2011
Tu ci vai? Se si facci caso che domani mi dici!
Marco Fey apr-12, 2011
Purtroppo la geolocalizzazione, nel nostro Paese, difficilmente sarà di massa per questioni di device, soprattutto. Inoltre un concerto forse è un caso un po’limite. Noi smanettoni facciamo check-in subito ma tantissime altre persone potrebbero essere (giustamente) distratte da tanti altri fattori. Inoltre non c’era nulla in palio quindi…
Davide Licordari apr-12, 2011
D’accordo con te Marco, tant’è che non mi aspettavo dati molto diversi da quelli rilevati!
Gerardity apr-12, 2011
Un po’ sorprende che un settore come quello della promotion di musica live – Business to consumer fortemente influenzato dall’esperienza reale e dal conseguente passaparola tra fans – non stia ancora sfruttando le potenzialita’ della geo-localizzazione.
Se ci pensate e’ davvero un settore ideale: sebbene localizzato di volta in volta nelle diverse citta’ infatti, il tamtam social mediatico puo’ avere rilevanza effettiva ed immediata per le date successive. (insomma non vale lo stesso per una buona osteria tra i colli veneti tanto per fare un esempio).
Sono certo pero’ che il promoter del tour (Indipendente Concerti), si muovera’ presto a riguardo, hanno da sempre dimostrato di essere pronti all’innovazione ed alle idee.
E lo dico perche’ ho buone fonti ; )
Davide Licordari apr-12, 2011
Si, in effetti la domanda sorge spontanea: eventi e locali sono due categorie che sui servizi di geotagging potrebbero fare davvero grandi cose ma che finora non stanno sfruttando appieno il mezzo.
Speriamo in un’inversione di tendenza
Le tue parole gerardity sono confortanti in tal senso!
evilripper apr-15, 2011
be’ che lo usino in pochi è normale che usino di più facebook è normale pure quello visto che in italia molti non sanno manco cos’è foursquare!
Un ulteriore limite del geotagging in italia secondo me sono anche connessioni a internet che su mobile costicchiano ancora un po’ (a meno che non si abbia un piano speciale). Ma li c’era il wifi?
ps
Gli smartphone cominciano ad esserci perchè vanno di moda, tuttavia non vengono sfruttati!
Tommaso apr-16, 2011
Ieri ero al concerto dei Subsonica qui a Firenze e, avendo letto il tuo post, ho fatto caso ai check-in al Palasport.
Siamo arrivati a 20 check-in sulla venue del Palasport, una sola (la mia) sulla venue creata direttamente dai Subsonica (e sinceramente non condivido la creazione di venue simili).
Anche il fatto che la venue abbia solo 106 check-in totali dice molte cose…..
Davide Licordari apr-16, 2011
@tommaso: hanno creato una venue apposta loro? a Torino no, o almeno non me ne sono accorto..
cmq vedo che i dati sono in media..ma c’era da aspettarselo!
vincenzo apr-21, 2011
Mancano gli incentivi a fare check in.
Che ne dici se ai primi 50 che fanno check in, gli viene riservato un posto in prima fila? secondo te avrebbe funzionato?
Il solo fatto di fare check in è un hype che non ha molto futuro ne in italia ne all’estero. e FSquare, Gowalla, etc se ne sono accorti.
Davide Licordari apr-21, 2011
Vincenzo, si, sono d’accordo: un posto in prima fila piuttosto che un giro dietro le quinte oppure una foto con i cantanti sarebbero stati premi interessanti. Ma a priori ci dovrebbe essere anche tanta (e buona) comunicazione che incentivino gli utenti ad interessarsi di queste nuove modalità di interazione con l’azienda..