Social Media: le complicazioni per la tua strategia

Ho proposto questa slide la settimana scorsa durante una lezione di Social Media Strategy presso il Corso di Specializzazione in Comunicazione Digitale di IED Torino: quali sono le complicazioni che rendono inefficace una buona strategia di comunicazione sui social media?

 

Social media strategy - complicazioni

 

Ho portato 6 complicazioni che ho ritrovato spesso nei progetti che ho seguito in questi anni. Poniamo infatti che la strategia di comunicazione sui social che avete messo a punto sia giusta (o perlomeno, lo sia a tavolino), e che i contenuti che avete deciso di produrre, declinare e diffondere siano abbastanza validi da risultare insospettabili.

Cosa può succedere a questo punto?

  1. Il Cliente non ha budget: se non ci sono (nemmeno pochi) fondi da investire in social adv, al giorno d’oggi bisogna affidarsi a un miracolo (tipo questi) oppure alla notorietà del brand, che dovrebbe essere tale da compensare i mancati benefici dell’adv. Pubblicare sui social è gratuito, avere visibilità su di essi no: una splendida strategia potrebbe risultare quindi sostanzialmente invisibile.
  2. Il Cliente è assente: e voi non sapete che pesci pigliare. Proponete idee, spunti, iniziative, e non vi risponde nessuno o quasi. Chiedete lumi e delucidazioni per capire al meglio il settore di riferimento del vostro cliente, e nessuno ve le dà. Inoltrate reclami, critiche e affini sperando di ottenere un aiuto nella gestione del cliente finale, e nessuno vi calcola. Può funzionare, secondo voi?
  3. Il Cliente è troppo presente: e pretende di saperne più di voi. Vuole rischiare pochissimo ma avere risultati irraggiungibili. Vuole risultati irraggiungibili e spendere poco e niente. Vede post virali e vuole replicarli, non rendendosi conto che la sua aziende venda consulenze per sommergibili nucleari a regimi sudamericani. Insomma, una suocera incarognita.
  4. La Comunicazione sui Social è lasciata al proprio destino: ci sono casi in cui un brand delega la propria comunicazione sui social a un’agenzia o a un freelance, e poi (quasi) sparisce, sperando di raccogliere i frutti dopo 6 mesi. Si crea quindi una situazione per la quale il brand cura la propria comunicazione aziendale in toto, tralasciando però i social. Cosa succede? Succede che i risultati saranno certamente più deludenti del previsto, fidatevi di me.
  5. Il Brand ha una reputazione pessima (o nulla): in questo caso potremmo aver ideato una strategia impeccabile, creativa e ricercata, ma se gli utenti cui parliamo hanno una percezione negativa del nostro brand (per Nmila motivi) oppure lo conoscono pochissimo, sarà tutto più complicato. Forse più nel secondo caso che nel primo.
  6. La Community aggregata in realtà non esiste: poniamo il caso che prendiamo in mano la comunicazione di un brand che ha già all’attivo qualche anno di attività sui social. E poniamo il caso che negli anni abbiamo aggregato in maniera del tutto casuale i suoi fan/followers: adv a tappeto, concorsi a premi, spam legalizzato e via dicendo. Risultato: avete migliaia di fan a cui non interessa minimamente leggere i vostri contenuti. E questo potrebbe essere un problema non da poco.

Quali sono le altre complicazioni (o quali combinazioni di queste) che vi vengono in mente? Ditemelo nei commenti!

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