La domanda del 2016: ma che me ne faccio di Snapchat?

Ho appena letto questo post su Facebook del mio fratellone Rudy Bandiera, a proposito di Snapchat:

Mi sorge una riflessione. Snapchat è chiaramente uno strumento diverso dal solito: effimero (tutto si cancella dopo tot), creativo (anche se ricorda Paint), talvolta demenziale (ci sono filtri che voi umani…), così semplice da risultare di difficile comprensione, e via dicendo. Non sto a spiegarvi come funziona, ne voglio approfondire il perchè piaccia o meno (ma vi segnalo questo post illuminante di Luca Conti http://www.lucaconti.name/cosa-centra-la-demenza-digitale-con-snapchat/).

Io ad esempio non riesco ad appassionarmici particolarmente, nè mi viene da condividere granchè; mentre vivo con una signorina che non ne potrebbe più fare a meno (vero, Gio?).

Il problema è un altro. Il problema è che appena una qualunque piattaforma ha un po’ di successo, noi della comunicazione digitale ci sentiamo in obbligo di affollarlo, piegarlo alle nostre esigenze, forzarlo dentro ottiche commerciali, misurando, testanto, trovando similitudini con altre piattaforme.

STRATEGIA MARKETING SNAPCHAT

Snapchat piace ai ragazzi (e non solo) perchè NON è strutturato, NON ha pubblicità invasiva, NON ci sono genitori&parenti a controllare, è puro CAZZEGGIO. Persino le aziende e i VIP che lo utilizzano realizzano spesso materiale estremamente amatoriale, improvvisato, senza sovrastrutture particolari. E questo piace. Spontaneità e immediatezza, futilità estrema, condivisione di attimi che poi spariscono nel nulla.

E VA BENISSIMO COSI’.

Invece so già che molti di noi stanno cercando una chiave di lettura per portare i propri clienti su Snapchat, il che di per sè non è negativo. Ma per farlo bisogna stare alla regole del gioco.

  • Siamo in presenza di un pubblico particolare, estremamente annoiato dagli altri social
  • Il fatto che tutti i contenuti abbiano vita brevissima si porta dietro la difficoltà di misurazione e di archiviazione del tutto
  • Il linguaggio di Snapchat è totalmente diverso: i filtri, le scritte, gli adesivi in questo caso “devono” dare un’aspetto “amatoriale” ai contenuti. Dimenticatevi Photoshop, postproduzione e via dicendo.
  • E’ solo mobile, i contenuti altrui sono difficili da trovare, non si possono integrare altri social, non ci sono praticamente testi
  • Non esiste uno storico di ciò che gli utenti hanno pubblicato
  • E’ un servizio di messaggistica istantanea con derive da (video) social network

Può essere un canale di comunicazione in più, meravigliosamente creativo ed efficace, ma solo per alcuni. E solo se sfruttato per quello che è, senza che vengano applicate le solite logiche markettare anche lì. E questo tocca a noi.

 

nb: su Snapchat mi trovate come “davidelico”

Salva

Visite: 9107
Loading Facebook Comments ...