I miei post sono più visibili su Facebook o su Twitter?

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Uno dei grandi problemi dell’umanità in questo scorcio di secolo è la visibilità dei post delle Brand Page su Facebook: ormai sappiamo come funziona il mai troppo maledetto (così dicono) algoritmo di Facebook che regola la presenza dei contenuti postati sui newsfeed e sappiamo che, di base, solo un 10-12% degli iscritti a una pagina vede effettivamente i post della pagina stessa. A meno di non decidere di pagare, un classico.

In pratica, FB ci propone più spesso i contenuti delle pagina con le quali interagiamo e meno quelli delle pagina che siamo soliti ignorare: il concetto non fa una piega, FB mi fa vedere ciò che presume mi interessi. Lato social comunicatore l’obiettivo sarà quello di aumentare, piano piano, il numero di persone interessate alla nostra pagina (e non banalmente aumentare il numero di iscritti) attraverso una gestione brillante ed efficace. Molti di noi, da quanto l’algoritmo è cambiato (o meglio, è stato “decodificato”), piangono miseria.

C’è però una voce fuori dal coro, quella di Mike Maghsoudi, co-fondatore di PostRocket, tool per l’ottimizzazione della gestione pagine Fb) (qua http://blog.getpostrocket.com/2013/01/a-marketers-defense-of-facebook-edgerank/ e qua): per farla breve, sostiene che attualmente l’EdgeRank di FB aiuta i brand a spingere i propri contenuti presso un pubblico davvero interessato, a differenza di quanto avviene ad esempio su Twitter.

Il ragionamento è questo: è ovvio che non tutti i fan di una pagina siano realmente interessati da TUTTI i post che un brand produce: ci sono quelli interessati alle novità sui prodotti, quelli interessati agli sconti, quelli che cercano intrattenimento e via dicendo. La minoranza che è davvero devota al brand può iscriversi alle notifiche della pagina e rimanere costantemente aggiornato; ma pur sempre di minoranza si tratta. La maggior parte della fan base viene “segmentata” in automatico da Facebook, il quale, autonomamente, propone (nel newsfeed) le foto della pagina a coloro che sono soliti interagire con quel tipo di contenuto e rende visibili i link a coloro che abitualmente li ricondividono: in pratica, Facebook dà visibilità ai contenuti delle pagina laddove ritiene che possano avere maggiore successo. Maghsoudi conclude con una provocazione: ” In the short term, Facebook rewards you when your posts are great with more visibility — and saves you from humiliating yourself by not showing your bad posts.” (che è come dire che Facebook ci ama e ci protegge).

Il concetto più interessante, a mio avviso, si ritrova nel confronto fatto con Twitter: paragonando l’interazione generata un brand da 170.000 followers  su TW e quella di uno da 80.000 iscritti  su FB, vediamo come i numeri siano nettamente a favore della creatura di Zuckerberg.

 

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Cosa vuol dire Maghsoudi? Vuole dire che su Twitter è vero che ogni volta parliamo a TUTTI i nostri followers (cioè che tutti riceveranno il nostro tweet nella loro timeline), ma il fatto che non esistano filtri nella TL porti più spesso a venire totalmente ignorati dai propri followers. Inoltre Twitter non mette in evidenza immediata l’engagement generato dai tweet, facendo sì che non ci sia alcuna differenza apparente (a meno di non cliccare sul tasto”espandi”, e ben pochi lo fanno) tra il miglior e il peggior tweet.

Vi ricordo che in questi due articoli ho parlato della visibilità dei post su Facebook, con qualche dato interessante: Come raggiungere i fan gratis e Quanti vedono i miei post su Facebook.

Concludendo: non guardate quanti fan avete, non guardate quanto è alto il vostro “talking about”, non fissatevi sull’avere per forza un numero esagerato di interazioni sui vostri post (avete postato un gattino, eh?); bensì cercate di capire cosa vogliono i vostri fan, cosa amano e cosa dicono, e andate in quella direzione.

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Categories : Facebook, Primo Piano, Top

About the author

Davide Licordari è Social Media Strategist e si occupa di strategia sui Social Media, Community Managing e Pubbliche Relazioni Digitali presso l'agenzia torinese Seolab. Si è occupato di Social media Marketing per Gruppo Benetton, Seat PG, Bakeca.it, Autogrill, Hp Italia, Il Secolo XIX, Panino Giusto e molti altri. Papà di Twitterpedia, Twitstupidario e dei TweetAwards. Più informazioni sull'autore Segui questo blog su Facebook
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11 Responses to “I miei post sono più visibili su Facebook o su Twitter?”

  1. Paolo Ratto gen-28, 2013

    Ciao Davide,

    proprio sulla questione portata (reach) e quindi visibilità di un singolo contenuto su Facebook rispetto a Twitter abbiamo ho riflettuto ampiamente nelle scorse settimana, arrivando ad una soluzione soprattutto grazie agli interessantissimi calcoli di Gianluca Diegoli (in questo post: http://www.minimarketing.it/2013/01/una-scomoda-verita-il-tasso-di-apertura-dei-tuoi-tweet.html). E’ chiaro che è molto difficile fare una comparazione soprattutto perché le dinamiche delle due piattaforme sono diverse (e questo lo spieghi molto bene anche tu in questo post) ma è interessante notare come generalmente sia più mediaticamente esposto a questa criticità Facebook, forse per la sua maggiore spinta commerciale. Lo studio che tu proponi mischia ulteriormente le carte. E noi continueremo a studiare… :-) A proposito, se vuoi dire la tua sulla mia riflessione di 7 giorni fa sulla stessa identica tematica ti lascio il link: http://paoloratto.blogspot.it/2013/01/facebook-twitter-reach-portata.html

    Saluti e complimenti.

  2. Davide Licordari gen-28, 2013

    Ciao Paolo, noto ora che abbiamo scritto un post molto simile a distanza di poco..empatia! :)

    Secondo me sono poco paragonabili i 2 SN: dipende dagli argomenti proposti, dall’utenza (su fb abbiamo gente che ci conosce di persona o quasi, su twitter di base no), da mille fattori tra cui anche gli algoritmi che regolano il tutto. Questo a livello personale.

    A livello di brand secondo me Twitter è molto meno brand-friendly di FB: a parte la questione ads, la fruizione di Twitter prevede che i brand debbano essere MOLTO INTERESSANTI e avere MOLTI CONTENUTI per avere un rapporto tweet/interazioni almeno decente. Su Facebook si può giocare con le immagini, l’edgerank effettivamente dà più possibilità di visione agli utenti (come anche tutto il sistema di notifiche), la timeline ha un andamento meno rapido e furioso rispetto a quella di twitter.

    Che ne pensI?

  3. Paolo Ratto gen-28, 2013

    Penso che tu abbia perfettamente ragione anche se individuo per Twitter un’eventuale alternativa che invece di essere votata al “produrre tanto contenuto” sia votata alla concretezza più totale calibrata con un dispendio di risorse adeguate. In questo senso mi piace pensare sempre a quell’esempio proposto da Nicola Del Vecchio proprio in un guest post su questo stesso blog. Certo in quel caso si tratta di un utilizzo estremo, ma può fare da apripista anche per le aziende. Tu che dici?

  4. I miei post sono più visibili su Facebook o su Twitter? | Davide Licordari | Twitter, Instagram e altri Social Media | Scoop.it gen-29, 2013

    [...] Uno dei grandi problemi dell'umanità in questo scorcio di secolo è la visibilità dei post delle Brand Page su Facebook: ormai sappiamo come funziona il mai  [...]

  5. Raffaella Pironti gen-29, 2013

    “Avete postato un gattino, eh?” riassume tutto :) Complimenti per il post!

  6. I miei post sono più visibili su Facebook o su Twitter? | Davide Licordari | Fundraising e social media | Scoop.it gen-29, 2013

    [...] Uno dei grandi problemi dell'umanità in questo scorcio di secolo è la visibilità dei post delle Brand Page su Facebook: ormai sappiamo come funziona il mai  [...]

  7. magellano gen-29, 2013

    prima o poi anche noi vogliamo fare la prova gattino :)
    (bel post!)

  8. davide licordari gen-30, 2013

    Io una volta l’ho fatto. #comingout

  9. Franco feb-10, 2013

    Ciao Davide, grazie per l’articolo interessante.
    Sono fondamentalmente d’accordo sul fatto che Twitter i nostri contenuti rischino di passare più inosservati, persi nella marea di tweet che i nostri contatti ricevono.
    Così come penso che tu abbia centrato il punto dicendo che più che avere tanti fan sia importante capire cosa vogliono.

    Ti segnalo un articolo sull’EdgeRank apparso su questo blog: http://blog.wishpond.it/post/42263266022/capire-ledgerank-di-facebook

    Anche le aziende come questa Wishpond prendono per buoni i tuoi punti, tant’è vero che non parlano solo della necessità di acquisire più fan, ma anche del bisogno di capire chi sono e cosa vogliono tramite gli analytics.

  10. Davide Licordari feb-11, 2013

    Franco, si, credo sia fondamentale capire cosa dire a chi e come dirlo…che poi sia impossibile ragigungere la totalità dei followers o dei fan mi pare logico…

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