Breve Guida alla scelta dell’Influencer giusto

Di solito funziona così.

Un brand vuole che il suo prodotto/servizio venga raccontato, fotografato, diffuso e chiacchierato il più possibile e, in ambito digital, mette in campo tutte le proprie capacità (e/o un budget congruo, semplicemente) per “coinvolgere gli influencer di settore” (qui un ottimo articolo di Paolo Ratto a tema).

Scatta quindi la ricerca di “influencer” adatti, ovvero personaggi che utilizzano il web per comunicare e che sono riusciti, per bravura, fortuna o furbizia, a costruire una community di appassionati intorno alla propria identità digitale.

Gli Influencer hanno le seguenti armi: un blog/sito vivo, attivo e apprezzato + una presenza costante, brillante, intelligente e corposa sui social media principali + un pubblico trasversale ai canali di comunicazione utilizzati.

 

COME SCEGLIERE L'INFLUENCER CHE FA AL CASO TUO

 

Non entro qui nel merito dell’efficacia dell’Influencer Marketing (potete approfondire qui grazie a Matteo Pogliani), ma voglio solo esplicitare quelli che sono a mio avviso le 5 tipologie di web influencer rintracciabili attualmente nel panorama italico.

L’INFLUENCER VERTICALE: si tratta di qualcuno che è assolutamente ferrato per una qualche tematica precisa (food, tech, sport, fashion, pesca d’altura, etc.) e che è riconosciuto per questo. Solitamente ha un blog tematico, scrive su blog, giornali e riviste di settore e utilizza i suoi profili social principalmente per diffondere i contenuti che produce, divagando raramente e dando un’impronta tematicamente forte a tutto ciò che condivide con la sua community. Che sia un blogger, un giornalista o un addetto del settore particolarmente bravo a raccontare il suo mondo grazie al web, l’influencer verticale è perfetto da contattare nel momento in cui il nostro prodotto è dedicato a una nicchia (più o meno ampia) ben precisa, quella nicchia che lui presidia da anni con bravura, costanza e competenza.

OTTIMO PER: campagna di lancio di un nuovo prodotto per la pulizia dei calciobalilla di cioccolato; apertura di ristoranto proto-vegano nella ValQualcosella; reportage fotografico dalla conferenza sullo stato di Pinterest un Uzbekistan.

L’INFLUENCER ORIZZONTALE:  al contrario dell’infuencer verticale, quello orizzontale è un personaggio, solitamente con una popolarità spiccatamente da social network, che si è creato un pubblico trasversale grazie alle proprie capacità comunicative. La sua bravura non risiede nella capacità di interessare un pubblico grazie a competenze molto settoriale, bensì riesce a risultare irrestistibile grazie a empatia, simpatia e intelligenza. L’influencer orizzontale tocca tematiche varie, che vanno dalle proprie passioni alla propria famiglia, fino all’attualità. E’ una sorta di opinionista, spesso divertente. E’ la persona che fa al caso nostro se dobbiamo comunicare qualcosa di generico e generalista, adatto a tutti e a nessuno in particolare.

OTTIMO PER: lancio di un app per smartphone che segnala tutti i parcheggi liberi nel raggio di 374 km; servizio di babysitting per iguane nordiche; rebranding di una colla per palchettisti evangelici.

L’INFLUENCER (che fu) VIP: il web è pieno zeppo di personaggi provenienti da tv, radio e affini che, una volta passato il momento di fama, vivacchiano sui social brillante di popolarità riflessa. Tuttavia sono tutti personaggi che hanno negli anni raccolto una buon seguito di seguaci, tutto sommato conosciuti a livello nazionale e sicuramente con delle qualità nel campo della comunicazione. Sono quindi personaggi che diventano interessanti e utili nel momento in cui abbiamo dobbiamo dar visibilità a un evento di lancio, una festa a bordo piscina o ci serve una sorta di social-testimonial. Bravo a stare e parlare in pubblico, a suo agio di fronte a una telecamera, brillante battutista, classico animali da palcoscenico.

OTTIMO PER: evento di lancio di una startup di bibite allo zenzero della Namibia; party d’inaugurazione del birrificio vegano; raduno mondiale degli appassionati di serie televisive anni ’80.

L‘INFLUENCER AUTOPROCLAMATOSI TALE (IAPT): è il mio preferito, senza dubbio. L’IAPT ha deciso di essere un influencer, si è messo la corona sul capo come prima di lui un certo Napoleone e un giorno ha deciso di scrivere su tutti i suoi profili web di essere un Influencer. Spesso ha come job title su LinkedIn la dicitura “Web Influencer”. E chi lo scrive non lo è, ovviamente. L’IAPT di solito è un blogger che cura un qualche sitarello .blogspot e ha una pagina Facebook o un account Instagram con qualche centinaio di fan: questo, ai suoi occhi, lo rendo un influencer di fama mondiale. Ah, l’IAPT di solito manda messaggi privati alle pagine aziendali su FB chiedendo un prodotto da provare per recensirlo sulla pagina “Recensisco tutto basta che me lo mandi a casa”.

OTTIMO PER: nulla.

Il BOT-FLUENCER: è il più infido e difficile da smascherare. Il Bot-fluencer è un personaggio che effettivamente, a un primo sguardo, raccoglie numerosi consensi: N-mila like su Instagram, carriolate di followers su Twitter, una pagina Facebook da decine di migliaia di fan. Eppure basta un esame un minimo più approfondito per accorgersi di alcuni dettagli: un rapporto tra like e followers su Instagram che farebbe impallidire una Belen qualunque; dei tweet con un numero identico di RT e Like; delle strane interazioni su Facebook da parte di esponenti della comunità bengalese. Il Bot-fluencer è quindi qualcuno che ha comprato al propria (presunta) popolarità un tanto al chilo. Spesso è un sedicente fashion blogger, va detto.

OTTIMO PER: nulla.

Manca qualcuno? Ditemelo nei commenti!

 

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