Aiutati che il social t’aiuta

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Ho appena letto il post di Veronica “Come riconoscere il social media manager cialtrone” (che condivido appieno!) e mi sono venute alcune considerazioni a caldo che vorrei condividere con voi che mi leggete. Vero è che i socialcosi cialtroni sono dietro ogni angolo, ma è vero anche che quelli bravi (esistono!) vanno messi nelle condizioni di potersi esprimere al meglio per non finire etichettati come “inutili”.

Care aziende che vi affidate a un consulente per le attività di comunicazione (e marketing) sui social, ricordate che:

2a0c4de9da153cf4b7051e47723b27e9- Il vostro consulente ha delle conoscenze e delle capacità “assolute”: conosce i social network in profondità, conosce  e frequenta il web in prima linea, ha contatti di vario tipo. Questo però non basta: collaborate con lui (che non ha sicuramente le stesse vostre conoscenze del brand) per permettergli di applicare le sue capacità alle attività che segue per la vostra realtà. “Sfruttatelo”: tenetelo aggiornato su ciò che succede nella vostra azienda, coinvolgetelo, confrontatevi con lui senza avere la pretesa di essere sempre nel giusto e inattaccabili. Lui è esperto nella comunicazione, voi lo siete nel prodotto: l’unione fa la forza, ve ne siete dimenticati?

Riponete delle aspettative “reali” nei confronti dei social media: non sono canali di vendita, sono canali utili per farsi conoscere (non sto qui a parlarvi dell’importanza della brand awareness sennò finimamo il post a Natale) e per entrare in contatto con alcuni dei vostri clienti (già acquisiti o in prospettiva). Sarà difficile che aumentino il vostro fatturato nel giro di 10 giorni, eppure è sui social media che una grande percentuali di persone si informa prima di acquistare un prodotto (e non lo dico di certo io, ci sono centinaia di studi a supporto). Nel 95% dei casi la vostra azienda non è così nota e amata dal pubblico da avere alle spalle una vera e propria community di fan entusiasti di ciò che fate. Quella community va costruita, e se pensate che bastino due mesi e l’acquisto di 10000 fan honduregni si qualche sito di terz’ordine, ciao ciao. La costruzione della community è il primo passo, dopo di che bisogna fidelizzarla e solo dopo iniziare a provare a trasformare i fan/followers in clienti.

I social media nel 2014 non sono più canali di comunicazione gratuiti. E’ gratuito utilizzarli, è gratuito tenerli aggiornati, non è gratuito renderli strumenti efficaci (come nulla sul web, sia chiaro). I costi di una consulenza sono solo una parte dell’investimento. La pubblicità, su Facebook più che su altri canali, è diventata fondamentale. – I social media sono una parte delle attività di comunicazione di un’azienda: non ha senso che vivano in un mondo a sè stante e che parlino senza essere integrati con le millemila attività di comunicazione, sia online che offline (che poi è quello che vedono gli utenti). Ciò che fate online può avere un complemento offline e viceversa, ricordatelo.- Sedetevi almeno una volta al mese con lui per fare il punto della situazione per capire cosa funziona e cosa no.

Concludendo, la morale è una sola: se vi affidate a un professionista della comunicazione per farvi aiutare nella gestione della presenza sui social media della vostra azienda dovete sicuramente selezionare la persona adatta ma anche e soprattutto collaborare con lui per permettergli di aiutarvi in questo percorso, ascoltando i suoi consigli ed impressioni e trasferendo a lui la vostra esperienza, competenza e passione.

Io sono fiducioso, e voi?

 

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Categories : Facebook, Primo Piano, Top

About the author

Davide Licordari è Social Media Strategist e si occupa di strategia sui Social Media, Community Managing e Pubbliche Relazioni Digitali presso l'agenzia torinese Seolab. Ho curato la comunicazione sui social media di grandi brand quali Benetton, Sisaly, Sisal, 89.24.24, Self Italia, Bakeca, Il Secolo XIX, Kimberly Clark e Fox Italia. Ho ideato e organizzato i TweetAwards (http://www.tawards.it), il maggior evento offline e tutto italiano dedicato al mondo di Twitter, giunto alla quinta edizione nel 2014. Ho insegnato, raccontato e parlato di comunicazione sui social media in master, corsi universitari e numerose conferenze. Amo cucinare (e mangiare), bere una birra (magari artigianale) in buona compagnia, leggere pagine di Wikipedia a caso e cercare di vincere un campionato a Football Manager.
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One Response to “Aiutati che il social t’aiuta”

  1. Aiutati che il social t’aiuta | Davide Li... giu-12, 2014

    […] Ho appena letto il post di Veronica "Come riconoscere il social media manager cialtrone" (che condivido appieno!) e mi sono venute alcune considerazioni a caldo  […]

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